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mercoledì, aprile 23, 2008

À TOUT LE MONDE



AL MONDO INTERO
http://lellovoce.altervista.org/spip.php?article1352



Io ero. non ricordo dove
quando ho colto il gioco
da cui risulta: ogni vita.

più tratto tutto con coscienza
più dura diventa – ogni regola
e non so quali siano le somme.

La mia vita è scorsa in fronte al mio sguardo
tradotto in realtà: poco è il mio – compiuto
ogni mio volere è stato. segno di uno sbaglio.

amici miei, letto questo, dopo: ricordate
quanto avrei voluto restare con tutti voi
solo vi prego: un sorriso se vi manco
il mio corpo è andato – è tutto qui.

A tutti [al mondo intero]
Ai miei amici, a voi tutti
VI AMO, ma devo partire

queste sono gli ultimi termini
che detti – e sono reso: libero

se il mio cuore fosse ancora – clava viva
è sicuro: sarebbe subito franta, con crepe
come il mio ricordo, diviso, dentro di voi.

Altro non serve – dire
andare: è moto semplice.

Il peso è lasciare tutto il tuo.
Chi si spegne non soffre più.
È la paura che rimane in vita.


C.D.

[da: Lupus Metallorum, A Tout Le Monde, Megadeth]

2 commenti:

Pazuzu ha detto...

Io ero, non ricordo dove.

Tutti i migliori racconti dovrebbero iniziare così, piuttosto che con il più classico e banale "c'era una volta". In fondo, non tutti viviamo in una cattedrale gotica. Non tutti possiamo sperare di condurre una felice esistenza a Notre Dame. Non tutti troveremo la felicità dopo aver condotto una vita circondati solo da gargoyle di duro cemento. Ma tutti abbiamo dei ricordi, e tutti prima o poi ci siamo svegliati un giorno non sapendo nammeno dove fossimo, o che ora era, o in quale vita stessimo vivendo.
Io ero, non ricordo dove.
Oh cielo, ecco che adesso io tremo un po'. Può darsi che sia il cielo, può darsi che sia il mare. Può darsi che sia il solo fatto che siamo noi. Insieme. Qui. Non ricordo dove, ma in effetti forse nemmeno importa. Che sia una cattedrale, una spiaggia, una strada affollata, un prato sotto le stelle, un negozio, un treno, un monte. Non importa veramente. Quello che importa è che, o amico, mi mancherai. Mi mancherai tantissimo.
E' in questi momenti che i ricordi mi assaltano, avvolgendomi come se fossero sciami di api assassine e incontrollate, e ne rimango sopraffatto. E' in questi momenti che ricordo quanto siano tristi le separazioni, o amico, perchè tu già lo sai che mi mancherai, mi mancherai tantissimo. Ma è arrivato il mio momento, e devo andare. E' il momento. Io parto per quel viaggio che si chiama libertà, e porto con me la vita e tutti i ricordi che ci hanno legato insieme. Al mondo intero io grido "VI AMO!", ma devo partire. E' il mio destino, lo so. Mi mancherai tantissimo.
Parto con il cuore leggero, però, perchè so che tutto quello che abbiamo vissuto insieme ci ha legati in un modo indissolubile, e questi posti ricorderanno sempre il nostro passaggio. Pensami, se un giorno ti capiterà di tornare qua, se un giorno i tuoi passi ti riporteranno su queste strade, su questi monti, su questi prati, sotto queste stelle. Io penserò a te, o amico, a tutti voi penserò, se un giorno dovessi tornare qua. Io vi penserò, se un giorno tornerò qua.

Io sono, e adesso so perfettamente dove.

Chiara Daino ha detto...

Manca.

Qualcosa, qualcuno. Manca sempre. Spesso: si manca. Si viene meno a se stessi. E il timore è *freedom*: e quale libertà? Essere comunque. Altrove. E ancora:Timoria

Guardami io sono qui
l'ho fatto per me
e vorrei sorridere
e far finta che
e invece tu
sorridi a me
e vorrei ma è inutile
è tardi lo so
che di là ti aspettano
ma non correre
è stupido
ti penserò
ovunque io sarò

ma ora vola piano
ti potresti fare male sai
ed ora va da lei

dicono sia bello sai
è il posto per te
dentro al bar con gli angeli
e poi al cinema
e fumerai
le nuvole
la musica per te

ma ora tu vola piano


ETA BETA, ALFA E OMEGA. Hai detto. Tutto, Daniele. Mentre si tende: al sublime... in attesa di fumarsi - anche le nuvole!


Chapeau, MASTRO DI CHIAVI, Chapeau!
Chiara