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sabato, ottobre 13, 2007

Della voce Chiara e della Lingua Italiana

Ringrazio Roberto e Massimo:
( e chi. Ancora sa: ASCOLTARE).


Colgo il link per mettere qualche punto. Fermo e di domanda.
***

Vecchia e povera.
Ecco l'immagine della lingua italiana. E guarda dove metti i piedi! ( e a chi li pesti!). Note su note per pagine che "suonano" incomprensibili - lo notavo con lui: l'Ariosto per noi non è come Milton per loro. Neanche il nostro vocabolario è ricco come un tempo, imbastardito da prestiti alquanto discutibili (di grazia: sì - o - no! assolutamente è fastidio, pleonasmo, violenza avverbiale).
E in Patria, quale presente è indicativo? Un popolo di (brutte figure). Retorica che è: la vostra ricetta. Il Dottor Litote? Il Signor Aposiopesi? L'Avvocato Preterizione?... E come dimenticare l'Uomo Metafora?

E quella malata ( ma Alata) sono io che salto di fonema in semantema!
Ammetto, confesso: in franti - in fiati - il mio foglio è in fieri! La domanda che vi rivolgo ( e mi rivolta) è: voi che seguite la sintassi semplice, quale prassi applicate al vostro teorema? Quale alto (io resto a lato) valore - politico, culturale, etico - comunica chi è normale?
Scandire "una sera ti offro da bere" per "voglio vederti nuda", o "io ricerco l'estetica dell'eros" per "io sono un feticista" - e ancora: "non la amo, ma povera donna ha sofferto tanto" per "la mantengo, se no mi denuncia alla finanza" o "sono atti di sensibilità quelle foto" per "se volete morire, morite, a me non riguarda"...
Tutto questo è dire bene? La battuta che sottende il senso comune? Qual è il corretto uso della lingua? Volgare. Nella valenza: deteriore e allusiva.


Evitate, almeno a mesi alterni, di dirmi cazzate!

Tanto per essere Chiara
Daino

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